Quando penso ad un’immagine che possa rappresentare al meglio la vita di ogni essere umano, quella che trovo più simile in tutto è un fuoco artificiale su un cielo che sia il più oscuro possibile.

memento mori

Dall’oscurità più nera e imperscrutabile nasce autonomamente una luce che illumina tutto, e dopo aver dato sfogo a tutta la sua potenza, la fiammata muore, inghiottita dalle tenebre, ed è come se nulla fosse accaduto.

Tempo fa non era così, non avevo idea di come rappresentare la vita, questo perché non avevo assaggiato la morte.

Si è umani terribilmente pericolosi senza la Coscienza di morte, si può pensare al suicidio con facilità, si può sacrificare la propria esistenza, sottomettersi e genuflettersi.  Non c’è nulla di più ingenuo e manovrabile di una persona che non sa la morte.

I soldati che partono d’assalto verso le trincee nemiche e non sparano ai superiori che ordinano di farlo non hanno un’adeguata Coscienza di morte, nemmeno coloro che obbediscono ai preti e si fanno riempire la testa della loro merda l’avranno mai.

Non tutti possono sopportare questo tipo di consapevolezza, e anche chi crede di riuscirci deve trovare spesso delle distrazioni per non pensarci troppo, e questo è davvero curioso : l’essere umano, l’animale più evoluto forse dell’intero universo soffre la propria natura di essere vivente, odia talvolta il mondo che l’ha generato, dubito che le lumache o i cani lo facciano.

Non c’è nulla di più tremendo del pensiero di non essere più, di essere nulla.

Il mondo non soffrirà troppo della nostra dipartita e procederà sicuro per la sua strada, saremo esclusi dal suo spettacolo per l’eternità e ne vedremo soltanto un’infinitesima parte.

Questa è la nostra maledizione, il prezzo da pagare per essere ciò che siamo, per la nostra coscienza.

E, tuttavia, il tentativo di liberarci da questo tormento con la religione o semplicemente non ponendoci il problema è sicuramente l’alternativa peggiore, la degradazione più totale, una patetica fuga nella follia e nella mediocrità, un rifiutare di osservare attraverso l’unico spiraglio di luce da cui avremo mai modo di sbirciare.

Sarebbe vergognoso e indegno se il più alto e raffinato prodotto dell’evoluzione si rifiutasse di riconoscere la natura della realtà in cui vive, l’essere umano in questo aspetto è sicuramente fallace e fallimentare.

Questa sua inettitudine è favorita in gran parte dall’educazione religiosa, che ci abitua sin da bambini a dipingere il mondo come non appare e a fuggire da una realtà che invece  dobbiamo accettare, assimilare e godere.

Solo con la Coscienza della morte la vita può essere vissuta come merita, sperimentando l’assurdo paradosso dell’esistenza, così sconvolgente da risultare difficilissimo da esprimere, che lascia al contempo estasiati e profondamente turbati, colui che lo contempla si rende conto di quanto sia crudele e al contempo meraviglioso il destino di ogni essere umano, un regalo magnifico e un terribile scherzo di pessimo gusto allo stesso tempo.

Se si capisce davvero la morte, ogni dio dovrà fuggire come un ladro dal nostro cervello, a meno di non divenire l’immagine del supremo truffatore sadico a cui anche la più turpe e sporca bestemmia sarebbe ben più che dovuta.

E siccome sembra che io debba per forza infilare il vecchio, caro, Bill in ogni articolo…

-Diogene Sileno aka Il LupoRosso