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TesteDiCaos

Risposta. Diciamo il cazzo che ci pare.

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Blog caduti

Bacchino malato

Ho questo potere, io, il potere di incazzarmi, di disprezzare, di sputare. Ovviamente ammantato da pseudonimo, in una stanza buia dove i miei occhi sono feriti dalla luce asettica dello schermo. Il volto deformato in un ghigno trionfante e impune. E godo nell’illudermi che a qualcuno roda questo, madonna, quanto godo, mi ci masturberei quasi…

Quando vedo un blog chiuso, o silenzioso da troppo tempo non sono triste, sono incazzato: con la moltitudine imbecille, con tutti i fruitori di internet, e in generale con i fruitori della vita, che vendono la propria intimità su Facebook (salvo poi pubblicare post dove, porco dio, intimano a Zuckerberg di non usare i dati personali…), che bruciano il loro tempo sulla parte malsana di Youtube (fra gameplay, vlog del cazzo, video musicali – affondando le labbra in beveraggi di sborra), che si consumano il tessuto nervoso a furia di commentare come nautiloidi mal riusciti e fetali.

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Cala la Notte.

Porco Dio!

mruza1

A volte il maledetto mondo non ci ascolta proprio, non fa le cose come vogliamo.

A me accade spesso, sono come un neonato che crede che il mondo lo stia ad ascoltare se urla più forte, se sente i crampi allo stomaco è colpa di chi non lo ha nutrito abbastanza.

Si lo so, faccio la vittima, sono uno schiavo, se fossi nato un millennio fa sarei il primo stregone del mondo, aprirei lo stomaco a tutti e alzerei le budella al sole affinché mi ascolti, quel porco. Quanto lo odierei e amerei al tempo stesso…

Anche adesso, se vedessi una stella cadere non esprimerei un desiderio? Non sono molto diverso da una strega di villaggio.

E’ la disperazione che mi fa fare strani saltelli nel sogno, copre il mondo di nebbia e rende tutto possibile, lo scetticismo diventa una bestia enorme. Nulla è più certo, tutto è possibile.

Le pianure assolate e piene di campi regolari diventano monti boscosi dove si aggirano creature che cambiano forma in ogni istante, divenire puro.

Ora che ci penso è strano, non è l’ordine, il controllo e la prevedibilità che cerco?

Mi sento impotente e vedo troppo chiaro il fallimento, troppo forte lo sento il dolore. Ho bisogno di nebbie in cui si celino possibilità inaspettate e il potere che mi è negato.

E dove la cerca il debole la vittoria se non nella notte senza stelle ,dove può celare la propria inettitudine ai nemici e magari sperare di vincerli? Quando vediamo chiara la sconfitta lanciamo gli ultimi dadi che ci sono rimasti e facciamo una preghiera, rifugio del ladro nella notte.

 

Dio si potrebbe chiamare, il potere occulto dei ladri e dei malriusciti per eccellenza.

Ma la dignità è ancora un briciolo e taccio.

-Diogene Sileno

 

 

E si torna a parlare di Morte.

Eh si, da qualche giorno la gente è tornata a starnazzare di guerra, a farsi le seghe sui video dei terroristi uccisi dai russi e altre schifezze.

I capi di stato e gli stati stessi li odio da molto tempo. Mi chiedo come le persone possano accettare di mettere tutta la propria individualità nelle mani di altri, veri e propri direttori di aziende che chiamiamo per comodità nazioni.

Viviamo in tempi in cui poche personalità sembrano tornate a rivendicare poteri enormi ,e ce le fanno vedere ai telegiornali come se fosse una telenovela.

Guardiamo quei titani dei nostri tempi scannarsi tra loro sapendo che hanno in mano tutte le nostre vite, senza neanche aver mai sentito il nostro nome. La guerra degli dei. Perché quando un eroe ammazza Dio e  libera tutti, gli imbecilli non perdono tempo e se ne fabbricano mille altri.

E allora viene anche la tentazione di pregarli, questi dei, perché non possiamo più toccarli e ormai trascendono. Non possiamo farci nulla, aspettiamo solo che suoni l’ora.

Lo stesso vale per i politici minori, nostrani, non soltanto per i “Grandi”. Anche Gasparri, per dire, prende decisioni sulle nostre vite con il “nostro” permesso, anche lui è un dio dei nostri tempi.

Lo so bene perché la gente preferisce delegare il potere anziché assumerlo, ma così si arriva a queste situazioni paradossali. C’è qualcosa di profondamente sbagliato nella nostra specie? Chissà…

Coff Coff

Coff Coff

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Che schifo la città…

Per necessità della vita, negli ultimi tempi mi sono trovato mio malgrado a frequentare una città, Bologna.

Io non ce l’ho con Bologna in particolare, lei poverina fa quel che può, ma con l’idea stessa di città, che personalmente non riesco a capire.

Io vengo da un’infanzia e un’adolescenza vissuta in provincia, in paesi separati da campagne, boschi e poco distante dal mare. Forse questo mio osservare la realtà cittadina “da fuori” mi fa accorgere di dettagli che chi è cresciuto tra muri, strade, auto e folla non può cogliere.

Magari fosse così...

Magari fosse così…

Innanzi tutto, la prima impressione. Scendo dal treno e mi trovo in un marasma di gente che sa dove andare e cosa fare, che viaggia in branco secondo linee prestabilite e precise e non può far altro che camminare. Che succede al mio ego, al mio Io? Viene irrimediabilmente minacciato, sento i colpi degli edifici, delle strade, come se tentassero di demolirmi e dominarmi.

Voi direte, ma devi avere proprio una volontà debole per farti condizionare così tanto. Io rispondo, succede sicuramente anche a voi, ma grazie a Dio non ve ne rendete conto perché siete gretti come sassi.

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Parliamo tutti insieme dei libri per far amicizia!

Bruegel

Il titolo l’ho abbreviato, sarebbe dovuto essere: “Parliamo tutti insieme dei libri per fare amicizia e sbrodolarci di inutili chiacchiere per dimenticare lo schifo della vita!”

Perché questo è il punto.

Non riesco a credere – anzi lo credo – che attorno alla letteratura si ammassino figure barbonistiche e sporche. Quel genere di creature che ti chiedi perché non si trovino a spazzare camini, i polmoni anneriti e i bronchi sanguinanti; a razzare nelle miniere, le ossa deformi e le narici impastate di muco e polveri, eccetera, o a mendicare per le strade, seccati dal primo gelone, sì, ora basta eccetera, eccetera, un altro ancora? No, no, eccetera…

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Harlan Ellison, 45 racconti

Sono venuto a conoscenza dell’effettiva esistenza di Harlan in un momento complicato e onirico. Era appena trascorsa una serata particolarmente brilla, e avevo mal di testa ed ero impossibilitato a movimenti troppo impegnativi. Era mattina ed ero steso sul divano, non mio, e infagottato in uno scaldotto, non mio, colle finestre spalancate, ma come vi ricordo ero impossibilitato, molto impossibilitato, faceva freddo, ma in quanto larva da divano ero in grado di tirare avanti per molto, senza una lamentela, senza un fiato.

Non so bene, in quel fagotto di puzza e sudore stavo a pasticciare col cellulare, su wikiquote. Bene, ed ero capitato nella pagina di wikiquote inerente al “dolore“. Così, per farmi due risate sugli scrittoretti idioti che dicono le loro stronzatine, sul loro cuoricino battente e sudicio. Robetta, poi, se si trova su wikiquote e quasi sempre robaccia, un servizio così conosciuto come wikiquote non può ospitare cose serie, cose di un qualsiasi valore artistico. Mettetevi il cuore in pace.

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Articoli fulminanti dal cell e sul cell

 

Otto Dix

Ho da poco cambiato cellulare, niente più cellulare a manovella. Ora posso scrivere anche dal cellulare, caricare articoli tramite la wifi, che il vecchio cellulare non considerava, in quanto attrezzo del demonio. Certo, non posso più lanciare quel mattone tonante di cellulare ai manigoldi, dovrò abbassarmi come voi fetenti a raccogliere ciottoli e detriti. Ma in linea generale diciamo che ci sono pro e ci sono contro.

Quindi, la produzione di articoli s’infittirà, oltre al fatto che gli stessi articoli si snelliranno e diventeranno fulminanti, come la meningite o i dolori di pancia notturni o le mani dei delinquenti alla stazione e nei parchetti.

Questa qui è la tipica promessa fatta sulla base del nulla, più potenziale che in atto. Non è cosa certa che gli articoli prolifichino e fornichino fra loro, ma almeno ora ne avrebbero la possibilità. Diciamola meglio: c’è la possibilità. Remota.

E ora, le considerazioni pasticciate, che mi piacciono tanto. Non penso che certe cose verranno lette, diciamo pure tutto, non sono un esperto di questi meccanismi, scrivo per me e per gli altri stronzi che scrivono insieme a me, ci leggiamo a vicenda e siamo contenti! Ci basta poco, siamo un circolo che sa accontentarsi delle croste di pizza sbavate e fredde. Per ciò, ora è come se parlassi a me stesso e a voi, amichetti. Ma più a me stesso, faccio del bene a me, mi esercito a dialogare con me, fa bene, gli anni della solitudine s’avvicinano.

Un altro appunto, dal punto di vista causale, la frequenza dei miei articoli dipende da quanto bevo, più sono in estasi più vomito parole, oltre che il contenuto del mio stomaco annacquato dal rum, higuana, si badi. Però, più bevo e più sale il rischio che spacchi il cellulare e lo calpesti, un rischio inevitabile, ogni articolo da ubriaco è potenzialmente l’ultimo.

Scrivere da cellulare è proprio soddisfacente, mi fa sentire raccolto, come in preghiera, ve lo suggerisco, vi sentirete come quando vi masturbate sotto il piumone la notte, al caldino e al sicuro.

-UomoSigla-

Regressione del lettore

Caravaggio

La figura del recensore è sfondata, usurata, sporca di piscio come i sacconi neri dell’umido. Sono tutti recensori con l’avvento di internet, col diritto di parola, diritto di parola! E grazie al cazzo, finché nessuno ha da ridire perché troppo occupato a sfornare la propria personale merda e a banchettarci. Prendiamo un recensore a caso, su una piattaforma a caso: qui. Preso proprio a caso eh, m’è scappato fuori fra i suggeriti. Ne ho anche altri, valanghe di questa gentaglia. Me li tengo per le prossime lamentele, attenti a voi.

Evidentemente non posso pretendere che smettano di fare bocche ai diavoloni e che si spannino gli occhi dalla sborra per andare a dare un’occhiata, giusto una, alla definizione di recensione, anche su wikipedia  eh, mica dovete andare a consultare chissà quale tomo rilegato in corteccia e catarro. Così come si usava una volta.

E invece pare, mi si dice, che oggi per essere recensori basta avere un canale youtube, una vita patetica, conoscere quei vocaboli inglesi che vanno tanto di moda fra le booktuber, come book haul, wrap up, unboxing, giveaway… queste parole che potremmo tradurre con (scegli la risposta corretta): da piccola mia sorella m’ha spinto giù dalle scale/ho bevuto un altro bicchierone di candeggina/gli immigrati mi hanno presa a mazzate in testa coi loro codoni negri/ho respirato il fumo di marmitta della mia auto/mia mamma ha stretto la passera attorno alla mia testolina quando mi stava partorendo.

-UomoSigla-

Lupo Lucio, un uomo divorato dal suo stesso personaggio

Temo che abbiano fatto qualcosa a Lupo Lucio, lavaggio del cervello, torture insane, per ridurlo a questo stadio. Lui è l’emblema della libertà prostituita, la società l’ha preso, l’ha manipolato, impastato… e fra sangue, lacrime, moccio, bile e budella ne è uscito così. Un giullare per bambini margusoni, futuri friggi patate, indegni di rappresentare la nuova razza umana. Uccidete i bambini, fateci morire in pace, vecchi, lenti e rincoglioniti. Odio i bambini, sì. E odio chi se ne esce con “eh ma anche tu sei stato bambino”, porcoddio t’ammazzo…

Amen.

Il bosco piange, non quel grumo di alberi di feltro che è il fantabosco, dove il Lucio è stato intrappolato fra il poliestere e i fiumi tossici, no, il bosco vero, la foresta. Il bosco vuole vendetta, vuole fra le mani gli esseri che hanno rapito una tale creatura, mitica, folkloristica, pre-abramitica, per vestirla di stoffa malcucita e affiancarla a quella puttanella di strada miagolante. Il bosco sta affilando i rami, mutila i suoi stessi arti per tramutarli in lance, per cavare gli occhi, infilzare i polmoni, attorcigliare le budella. Il bosco s’è incazzato.

-UomoSigla-

IL DONO PIÙ PREZIOSO P.2

Ci eravamo lasciati con i video incestuosi di Riley Reed. Che bello. Spero che abbiate già iniziato a mettere a frutto la mia guida.

Prima di proseguire, voglio suggerirvi di esercitare entrambe le mani. Oltre ad annullare la sproporzione tra gli avambracci, scoprirete che la smanettata col mancino provoca sensazioni completamente diverse. Questo a causa della curvatura del pene e della differente coordinazione delle due mani.

Riprendiamo più rapidi della fuga di Uomosigla di fronte al sapone

Al Decimo posto: Krystal Boyd.

Fascino dell’Est. Lineamenti sottili, corpo longilineo. Bellissima. Dedita a ogni guisa di fornicazione, ha un partner fisso che la fa felice a colpi di minchia in tutti i suoi video. Consigliata per: i monogami. Quei sottosviluppati che credono ancora nella monogamia. Quei malati.

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